L’ultima giornata del girone d’andata di A Gold regala al Cassano un’altra prova di maturità. Alla Karl Wolf di Merano gli amaranto impongono la loro identità tecnica e chiudono il girone d’andata nel modo più eloquente possibile: un successo per 36-22, costruito con ordine, ritmo e una gestione che trasmette il senso di una squadra ormai stabilmente ai vertici del campionato. Il titolo di campione d’inverno arriva così con pieno merito, insieme alla qualificazione alle Finals 2026 di Coppa Italia, appuntamento in cui il Cassano si presenterà da detentore del trofeo e da formazione capace di mantenere un livello competitivo costante.
La trasferta in Alto Adige metteva di fronte due realtà con prospettive differenti, e questo divario emerge sin dai primi minuti. Il Cassano sceglie di imporre una velocità alta, una circolazione pulita e una difesa compatta, trovando soluzioni efficaci in ogni fase del gioco. La squadra di casa prova a rimanere agganciata, ma la profondità del roster amaranto e la capacità di gestire i ritmi diventano un elemento di rottura quasi immediato. Quando Adamo firma il 14-8 al 23’, l’inerzia pende già in modo evidente dalla parte dei ragazzi di Matteo Bellotti, che vanno al riposo sul 17-10 con la sensazione di avere pieno controllo del match.
La ripresa conferma quella lettura. Il Cassano alza ulteriormente il livello della propria pallamano, alterna momenti di pazienza offensiva a transizioni rapidissime e non concede mai a Merano la possibilità di rientrare davvero. Il tabellone segna 27-17 al 49’ e 32-20 al 55’, un margine che racconta bene la capacità amaranto di mantenere intensità fino agli ultimi istanti. Il finale, suggellato dal 36-22 e dal tocco di Branca, chiude una serata che parla di consapevolezza prima ancora che di numeri.
Le prestazioni individuali supportano questo quadro. Branca, La Bruna e Mazza chiudono tutti a quota sei reti, incarnando un attacco distribuito e sempre imprevedibile. Lazzari aggiunge cinque gol con continuità e intelligenza, mentre Ostling, con quattro centri, porta ordine e velocità nelle transizioni. Accanto ai realizzatori c’è una difesa che lavora in modo sincronizzato, concede pochi tiri comodi e conferma perché il Cassano sia una delle retroguardie più affidabili della categoria. Nel complesso, emerge l’immagine di una squadra che riesce a unire qualità tecnica e stabilità mentale, un binomio indispensabile per restare ai piani alti.
Non meno rilevante è la dimensione storica di questo traguardo. Negli ultimi anni il Cassano ha costruito un’identità solida, basata su continuità progettuale, crescita dei giovani e una cultura di lavoro che sta portando risultati sempre più visibili. Il titolo di campione d’inverno, ottenuto con una delle migliori differenze reti dell’intero torneo, si inserisce in questa traiettoria e rappresenta molto più di una fotografia stagionale: è il segno di un percorso tecnico credibile e maturo.
Ora lo sguardo si sposta verso la seconda parte del campionato, con l’obiettivo di preservare questa intensità e arrivare alle Finals di Coppa Italia con la stessa energia mostrata nel girone d’andata. La serata di Merano, per come è stata interpretata, racconta una squadra consapevole della propria forza, capace di trasformare ogni partita in un tassello di un progetto più grande. E il calore con cui è stato costruito questo successo lascia intuire che il viaggio è soltanto all’inizio.
























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