Il primo atto della finale Scudetto regala alla Proger Cassano Magnago una notte intensa, sofferta e piena di emozioni. In un Pala Tacca gremito in ogni ordine di posto, gli amaranto superano la Raimond Sassari per 30-29 e si portano avanti nella serie che assegnerà il titolo della Serie A Gold.

A prendersi la scena è soprattutto Mate Volarevic, autentico riferimento della serata amaranto. Il portiere italo-croato chiude con una percentuale vicina al 45% di parate, ma oltre ai numeri colpiscono il peso specifico degli interventi e la capacità di accendere emotivamente la squadra nei momenti più delicati della partita.

L’avvio sorride inizialmente a Sassari. La Raimond entra meglio nella finale, sfruttando la qualità offensiva di Conte-Prat e Jarlstam, protagonisti del primo allungo ospite sul 3-1. Il Cassano appare contratto, quasi frenato dalla tensione della posta in palio.

A cambiare il ritmo è proprio Volarevic. Le sue parate spezzano il momento favorevole dei sardi e danno fiducia alla squadra di Matteo Bellotti, che cresce progressivamente nella collaborazione tra difesa e portiere, uno dei temi tecnici più importanti della gara.

Il sorpasso arriva con Branca sul 4-3, ma il vero cambio di passo nasce nella parte centrale del primo tempo. Dal momentaneo 8-8, il Cassano costruisce un parziale di 3-0 che sposta l’inerzia. A firmare l’11-8 è un prezioso Alessio Moretti, non al meglio fisicamente ma impeccabile dalla linea dei sette metri con un perfetto 7 su 7.

La squadra amaranto aumenta intensità e qualità nelle due fasi. In attacco il pallone gira con continuità, mentre dietro Sassari fatica sempre di più a trovare linee pulite contro una difesa aggressiva e ben organizzata. Il 15-11 dell’intervallo premia un Cassano più solido e lucido.

La ripresa sembra indirizzare definitivamente il confronto. Il gol di Fantinato per il 17-12 rappresenta il massimo vantaggio della serata e dà l’impressione di una partita in controllo.

Ma Sassari dimostra perché è arrivata fino alla finale.

Il tecnico Nikola Durkovic cambia assetto difensivo, alza Conte-Prat e sceglie con continuità il 7 contro 6 offensivo. Una soluzione che mette in difficoltà il Cassano e riapre completamente il confronto. Il 20-19 di Pugliese riporta la Raimond a contatto, mentre il difficile 25-25 di Nardin certifica il ritorno totale degli ospiti.

La finale cambia volto ancora una volta. Sassari trova addirittura il vantaggio sul 27-26, ma il Cassano Magnago evita di perdere lucidità. È qui che emerge la maturità costruita durante tutta la stagione.

Mazza firma il pareggio, Moretti rimette avanti gli amaranto e nei possessi decisivi il Cassano si dimostra più cinico. Ancora Mazza trova il pesantissimo 30-28 in penetrazione, prima del definitivo 30-29 firmato da Furtado negli ultimi secondi.

L’ultimo possesso offensivo gestito da Savini, lungo e spezzettato dai continui falli tattici di Sassari, diventa il simbolo di una squadra capace di leggere i momenti della partita con freddezza e personalità.

Gara 1 racconta molto più di un semplice risultato. Il Cassano ha dimostrato di poter vincere sia controllando il ritmo sia soffrendo, adattandosi alle scelte tattiche avversarie senza perdere identità.

cassano sassari play-off 2026

© Alessio Lucchetti

E poi c’è Volarevic. Le sue parate non hanno soltanto difeso la porta amaranto: hanno cambiato energia alla partita. In una finale giocata punto a punto, il peso di un portiere capace di incidere così tanto diventa enorme.

Ora la serie si sposta in Sardegna. Al Pala Santoru, il Cassano Magnago avrà a disposizione due risultati su tre per conquistare il primo Scudetto della propria storia moderna. Sassari, invece, sarà obbligata a vincere per riportare tutto al Pala Tacca.

Ma Gara 1 ha già lasciato un messaggio chiaro: questa finale si deciderà sui dettagli. 

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