Al Pala Tacca, la Proger Cassano Magnago apre la semifinale scudetto con una vittoria che unisce due anime della stessa partita: dominio e gestione. Il 33-27 contro la Junior Fasano vale l’1-0 nella serie, ma soprattutto racconta la maturità di una squadra capace di controllare i momenti chiave.
L’avvio è immediatamente indirizzato. Il Cassano Magnago impone ritmo e intensità, sfruttando la transizione offensiva e una difesa aggressiva che genera recuperi e seconde fasi. Il parziale costruito nei primi venti minuti è netto: dal 4-1 iniziale fino al 17-8, la squadra di Matteo Bellotti prende il controllo sia sul piano tecnico che emotivo.
In questa fase, il gioco amaranto è fluido e distribuito. Filippo Branca attacca con continuità in campo aperto, mentre Giacomo Savini garantisce qualità e precisione, chiudendo con percentuali perfette al tiro. Accanto a loro, l’impatto di Erik Östling consolida una produzione offensiva efficace e varia.

© Alessio Lucchetti
Il primo tempo si chiude sul 20-13, con numeri che raccontano una superiorità concreta: alta efficacia al tiro e gestione ordinata dei possessi.
Ma nei playoff, l’inerzia può cambiare rapidamente.
La ripresa apre uno scenario diverso. La Junior Fasano alza l’intensità difensiva e trova maggiore solidità tra i pali, mentre in attacco cresce il peso specifico di Codina, principale terminale offensivo. Il Cassano Magnago perde fluidità, abbassa le percentuali e vede ridursi progressivamente il vantaggio.
Tra il 35’ e il 45’ la gara cambia volto: Fasano rientra fino al 23-21, riaprendo completamente il confronto. È il momento più delicato, quello in cui la partita rischia di scivolare.
Qui emerge la struttura della squadra. Il Cassano Magnago non forza, ma riordina. La fase difensiva torna compatta, i possessi diventano più puliti e l’attacco ritrova profondità. Dal 26-23, gli amaranto costruiscono il break decisivo che li porta fino al 30-23, spegnendo il tentativo di rimonta.
Nel finale, la gestione è lucida. Il ritmo viene controllato, le scelte restano pulite e il margine non viene più messo in discussione fino al definitivo 33-27.
Dal punto di vista tecnico, la gara conferma alcuni elementi chiave del Cassano Magnago: la capacità di costruire vantaggi attraverso il ritmo e di difenderli attraverso la gestione. Due aspetti che, nei playoff, fanno la differenza più dei picchi momentanei.
Anche tra i pali arriva un contributo importante, con interventi decisivi nei momenti di maggiore pressione. In attacco, la distribuzione delle responsabilità consente alla squadra di non dipendere da un unico riferimento, mantenendo continuità per tutta la durata del match.
Storicamente, vincere Gara 1 in una semifinale rappresenta un passaggio importante, ma non definitivo. Il valore aggiunto, in questo caso, è la modalità: il Cassano Magnago ha dimostrato di saper interpretare la partita su più livelli, adattandosi alle fasi e reagendo nei momenti critici.
La serie ora si sposta in Puglia, dove cambieranno contesto e pressione.
Ma il primo segnale è chiaro: il Cassano Magnago ha approcciato la semifinale con lucidità e identità.
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