Ad una prima lettura superficiale l’ottavo e ultimo posto in questa Coppa Italia può sembrare un fallimento, una deblàcle completa visto che le ragazze si presentavano a questa manifestazione come terza forza del campionato attualmente in corso ma non è così.
Innanzitutto sono da segnalare le assenze dei terzini Bianca Barbosu e Michela Cobianchi (presente a referto ma solo per onor di firma) che hanno ridotto di molto il potenziale sia offensivo che difensivo della nostra squadra e poi perché le tre sconfitte sono maturate dopo partite equilibrate e tiratissime, con il quarto di finale contro Oderzo addirittura perso solo ai rigori e le 2 gare per il placement-round contro Estense Ferrara e Casalgrande perse di misura entrambe per una solo rete di scarto.
Proprio il quarto di finale contro Oderzo, chiuso sul 31-31 nei tempi regolamentari e poi 36-37 dopo i rigori, giocato in maniera coraggiosa contro un avversario in ottimo stato di forma fisica e mentale, capace di battere Salerno in semifinale e spaventare Conversano nella finalissima, ha fornito gli spunti interessanti positivi sulle cassanesi, che fanno ben sperare per la fase finale della regoular season e l’accesso alle semifinali scudetto.
Va detto che le venete giocano una pallamano antica, detto senza offesa per nessuno, con ritmi volutamente blandi, con la difesa che conta solo sulla forza fisica e su un buonissimo portiere, Barbara Meneghin cresciuta pallamanisticamente proprio tra le nostre fila, ed un attacco imperniato su quell’Arassay Duran, soffiata nell’ultimo mercato al Conversano, capace da sola di reggere quasi tutto il reparto (15 gol su 31 reti totali della sua squadra).
Il Cassano purtroppo non ha giocatrici di questa presenza fisica e deve giocoforza impostare tutta la sua tattica sulla velocità e sulla manovra corale e dopo un buon avvio di partita subiva un calo sul finire del primo tempo, quando le giocatrici a disposizione di coach Milanovic per le rotazioni dei cambi avevano ormai la lancetta della benzina inesorabilmente sul rosso.
Si andava quindi al riposo col l’Oderzo in vantaggio 14-17 e la gara sembrava segnata verso una facile vittoria per le venete. Ma le nostre ragazze non erano d’accordo e, nonostante le già citate assenze, erano in grado di riportarsi velocemente in parità subito in avvio di ripresa sul 18-18 e la partita a questo punto rimaneva in perfetto equilibrio col le squadra ad alternarsi in avanti con un singolo gol di vantaggio, subito annullato dall’altra fino al 31-31 finale e la qualificazione alla semifinale che si decideva con i tiri dai sette metri a favore dell’Oderzo.
Nelle due successive gare valevoli per il placement round la dirigenza e gli allenatori decidevano di dare ancora più spazio e minutaggio alle ragazze più giovani per accumulare esperienza e, nonostante le 2 sconfitte di misura che decretavano l’ottavo posto finale, le indicazione positive non sono mancate neanche da queste giocatrici ormai quasi pronte per entrare in pianta stabile in prima squadra in un futuro neanche tanto lontano.
Ora testa al campionato, sabato prossimo ci aspetta Teramo, sperando di svuotare in tempo l’infermeria.