Alle Finals di Riccione si interrompe il cammino della Pallamano Cassano Magnago, superata in semifinale dalle campionesse in carica dell’AC Life Style Erice al termine di una sfida ad alta intensità tecnica ed emotiva. Una gara che ha messo di fronte due delle realtà più strutturate della pallamano femminile italiana, con valori chiari e identità definite.
Il contesto: continuità contro esperienza
Cassano arrivava alla semifinale dopo il successo nel derby contro Leno, con numeri difensivi solidi e una distribuzione offensiva equilibrata. Erice, dal canto suo, si presentava da detentrice del trofeo, con un roster abituato alle partite secche e alla gestione dei momenti ad alta pressione.
Nelle competizioni a eliminazione diretta la differenza spesso si gioca sui dettagli: percentuali al tiro, gestione delle inferiorità numeriche, controllo delle transizioni. E proprio su questi aspetti si è sviluppata la partita.
Primo tempo di equilibrio e ritmo alto
L’avvio è caratterizzato da ritmo sostenuto e difese aggressive. Cassano lavora bene in fase di costruzione, cercando ampiezza sugli esterni e profondità con il pivot per allargare la 6:0 siciliana. Erice risponde con grande efficacia nelle transizioni primarie, capitalizzando ogni recupero difensivo.
Il punteggio resta in equilibrio nella prima parte di gara, con parziali brevi e continui cambi di inerzia. Cassano mostra personalità, ma fatica a trovare continuità realizzativa contro una difesa compatta e ben coordinata nelle uscite sui terzini.
- © Davide Bianchi
- © Davide Bianchi
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La chiave nella ripresa: gestione dei possessi
Nel secondo tempo la partita si incanala su binari più tattici. Cassano prova ad alzare la pressione difensiva, alternando momenti di 5:1 per disturbare la circolazione palla di Erice. Le campionesse in carica, però, mantengono lucidità nelle scelte e limitano gli errori tecnici.
Il passaggio decisivo arriva nella fase centrale della ripresa, quando Erice riesce ad allungare sfruttando una migliore percentuale al tiro dai nove metri e una gestione più efficace delle situazioni di superiorità numerica. Cassano resta agganciata al match con generosità e spirito competitivo, ma non riesce a ricucire lo strappo nei minuti finali.
Tuttavia la fase difensiva amaranto ha retto per lunghi tratti contro un attacco strutturato e ricco di soluzioni, alla fine la differenza si è vista nella qualità delle conclusioni e nella capacità di Erice di mantenere alte le percentuali realizzative.
In attacco Cassano ha cercato soluzioni collettive, distribuendo responsabilità e minuti. La scelta di mantenere rotazioni ampie è coerente con l’identità della squadra, ma nelle gare da dentro o fuori la precisione nei dettagli – tempi di ingresso, gestione del pallone nei possessi decisivi, efficacia dai sette metri – pesa in modo determinante.
L’eliminazione non cancella il percorso. Cassano conferma di poter competere stabilmente ai vertici della Coppa Italia femminile e di avere un’identità riconoscibile: difesa strutturata, ritmo controllato, profondità di roster.
La semifinale di Riccione rappresenta un passaggio di crescita in una stagione ancora aperta sul fronte del campionato. Il confronto con le campionesse in carica offre indicazioni precise su cui lavorare: gestione dei possessi nei finali punto a punto, maggiore continuità offensiva contro difese di alto livello, riduzione degli errori tecnici nelle transizioni.
Cassano esce dal Play Hall con la consapevolezza di aver affrontato un’avversaria di valore e con la determinazione di trasformare questa esperienza in ulteriore maturità competitiva.





















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