In una serata dal sapore internazionale, davanti a un Pala Tacca caldo e partecipe, il Cassano Magnago esce dall’European Cup con la testa alta, cedendo 29-26 all’Olympiacos ma mostrando carattere, orgoglio e una qualità di gioco capace di accendere il pubblico fino all’ultimo possesso. La sfida chiude il doppio confronto contro i greci, che avevano vinto l’andata di cinque reti; un margine pesante, che ha indirizzato la qualificazione ma non ha impedito agli amaranto di vivere una notte intensa, combattuta, ricca di momenti di pallamano vera.
L’attesa era grande anche per il ritorno in Italia – da avversari – di figure ben note al nostro movimento: il tecnico Riccardo Trillini, il suo vice Sergio Palazzi, e i volti familiari di Luciano Scaramelli ed Tomas Cañete, due giocatori che il pubblico italiano conosce bene. Proprio Cañete sarà la spina nel fianco della serata, chiudendo con nove reti e risultando il migliore marcatore del match.

© Alessio Lucchetti
L’avvio è di quelli che pesano. L’Olympiacos impone un ritmo feroce sin dalle prime azioni, bloccando con una difesa altissima il rientrante Giacomo Savini, attenzionato speciale per tutta la partita. Un break di 6-0 indirizza immediatamente l’equilibrio del confronto, costringendo il Cassano a rincorrere e a cercare soluzioni alternative per non lasciare scappare via il match. Il 16-10 dell’intervallo fotografa una prima parte di gara difficile, dove i greci sono riusciti a comandare in velocità, in fisicità e in lucidità.
Al rientro dagli spogliatoi, però, l’inerzia cambia. Il Cassano torna in campo con una mentalità diversa, più feroce e decisa, e soprattutto gioca la carta dell’extra-player, portando sette uomini in attacco per provare a scardinare la difesa ellenica. Le iniziative di Lazzari e Savini trovano però un muro compatto, e allora la manovra vira sul pivot (Östling 5 reti, Kabeer 2 reti) e sulle due ali (La bruna 2 reti, Branca 2 reti, Adamo 5 reti), che diventano il principale punto di sbocco per aprire la struttura difensiva avversaria. Il pubblico accompagna ogni possesso, trasformando ogni recupero, ogni parata, ogni gol in un’onda di energia che spinge la squadra.

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È in questo contesto emotivo che emerge la personalità di Adamo, capace di firmare prima il 18-14 che riaccende il Tacca al 47’, poi il 26-24, massimo avvicinamento degli amaranto sul finale di gara. Due colpi mancini che ridanno ossigeno alla speranza, riportando Cassano a un passo dal ribaltare la partita, se non il destino della qualificazione.
Il 29-26 definitivo chiude una sfida che racconta molto più del risultato. Nella ripresa il Cassano ha saputo costruire un gioco più fluido e coraggioso, muovendo la palla con intelligenza, trovando continuità sulle fasce e mostrando una tenuta mentale di alto livello. La squadra ha dato la sensazione di essere sempre dentro il match, nonostante l’eredità del -5 dell’andata e un avvio complesso. È una prestazione che parla di crescita, consapevolezza e identità: un gruppo che sa reagire e che, anche contro un avversario costruito per puntare in alto in Europa, non ha mai smesso di crederci.

© Alessio Lucchetti
Al Pala Tacca scende il sipario su questa edizione europea, ma la sensazione è chiara: il percorso del Cassano non si ferma qui. La qualità c’è, la struttura di squadra cresce, i giovani si confermano, i leader trascinano. Serve solo tempo, esperienza e la stessa fame vista in questa doppia sfida.
Il viaggio europeo finisce, ma lascia in eredità ciò che conta davvero: la consapevolezza di poter stare a questo livello, di potersela giocare contro chiunque.
E da domani, la testa torna sul campionato, con una certezza in più: il Cassano c’è. Sempre.



















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