Alle Finals di Riccione è ancora Pallamano Cassano Magnago a scrivere la propria traiettoria. Nei quarti di finale della Coppa Italia femminile 2025/2026, le amaranto superano Leno 27-19 (13-9) al Play Hall e centrano la terza semifinale della propria storia recente nella competizione nazionale. Un risultato costruito con metodo, intensità difensiva e gestione lucida dei momenti chiave.

Un derby che cambia volto dopo il primo quarto d’ora

L’avvio è da derby vero. Ritmo controllato, attacchi posizionali, difese compatte. Dopo le prime battute di studio, Cassano trova il primo vantaggio con Sara Zanellini, mentre Leno risponde con le soluzioni di Olena Kovtun. Al 15’ il tabellone dice 6-4: equilibrio sostanziale, ma con segnali chiari di una difesa amaranto già in crescita.

La svolta arriva tra il 15’ e il 20’. Qui emerge la figura di Nila Bertolino, decisiva tra i pali nel neutralizzare le conclusioni ravvicinate e nel dare sicurezza alla retroguardia. Le sue percentuali di intervento nella fase centrale del primo tempo spezzano l’inerzia e alimentano la transizione offensiva. Il parziale si dilata fino al 10-5, margine che indirizza definitivamente il confronto.

All’intervallo Cassano conduce 13-9, con la sensazione di aver già messo le mani sulla gestione tecnica della partita.

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© Davide Bianchi

Secondo tempo di controllo e maturità

La ripresa è una prova di maturità tattica. La squadra di Davide Kolec non forza, ruota le giocatrici, abbassa il ritmo quando serve e accelera nelle seconde fasi quando trova spazio. Leno prova a riavvicinarsi con le conclusioni di Erika Bigolin (6 reti complessive) e con il contributo di Silvia Sbalchiero, ma la difesa 6:0 di Cassano rimane compatta sulle linee di passaggio interne.

Sul piano offensivo, la produzione è distribuita: Eleonora Colloredo chiude con 8 reti, risultando la migliore marcatrice della gara, mentre Zanellini firma 7 centri. Sofia Ghilardi aggiunge 4 reti pesanti, confermando continuità realizzativa anche in un contesto di rotazioni ampie. Positivo anche l’apporto di Bianca Barboso (3 gol), preziosa nelle situazioni di uno contro uno.

Il punteggio finale di 27-19 certifica un secondo tempo senza strappi emotivi: Cassano gestisce il vantaggio, controlla il ritmo e limita gli errori tecnici. Anche dai sette metri l’equilibrio è evidente (2/3 per entrambe le squadre), ma la differenza emerge nella qualità delle scelte offensive e nella percentuale realizzativa dai nove metri.

Dal punto di vista storico, la Coppa Italia ha spesso premiato le squadre capaci di difendere con continuità nelle Finals, dove le partite ravvicinate impongono gestione fisica e mentale. In questo senso, la rotazione ampia vista contro Leno rappresenta un segnale strategico in vista della semifinale contro le campionesse in carica dell’AC Life Style Erice.

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